Ma dite sul Serio?

In questi giorni si leggono sui social una serie di valutazioni economiche, ambientali, ecologiche, idrogeologiche, rispetto ad un intervento di riqualificazione agronomica (e non di bonifica come qualcuno continua a scrivere) a sud delle Capannelle.

Premesso che parlare di speculazioni e  di cave e discariche mascherate è oggettivamente imbarazzante proprio perchè parte già dal presupposto della malafede del richiedente ( eventualmente da dimostrare in itinere e, se del caso, da sanzionare anche penalmente, e come se non esistesse una norma molto stringente sulle rocce e terre da scavo), resta la banale questione se questo intervento possa essere fatto o meno.

Certo che si può fare. Lo prevede lo strumento urbanistico del Comune, approvato anni fa,  che si sovrappone a quello del Parco del Serio.

L’area oggetto dell’intervento di riqualificazione agronomica e paesaggistica in progetto, rispetta infatti le previsioni e gli indirizzi dei documenti di pianificazione territoriale esposti ed in particolare, facendo riferimento alla carta dei vincoli del PGT comunale:

- non risulta vincolata ai sensi dell’art. 142 lettera c della legge 42/2004 e s.m. (ambiti di
rispetto fluviale)
- risulta vincolata ai sensi dell’art. 142 lettera f della legge 42/2004 e s.m. (Parco del Serio, che è stato coinvolto da subito dai richiedenti)
- non risulta vincolata ai sensi dell’art. 142 lettera m della legge 42/2004 e s.m. (zone di
interesse archeologico)
- non è sottoposta a vincolo idrogeologico
- è esterna alle aree di salvaguardia e nelle zone di protezione delle acque destinate al
consumo umano di cui all’art. 21 del D.Lgs. 152/2006.

Si aggiunga che l’area, dal punto di vista geologico, è quella che si vede nella planimetria allegata, con la gran parte del fondo in colore bianco e quindi senza particolari limitazioni.

E però in alcuni post si legge tutt’altro e a volte di più, con illazioni più o meno malevole ( e ci risiamo, con il processo alle intenzioni) che non fanno il paio con quello che sia possibile fare: oggi il richiedente potrebbe – tranquillamente, e sottolineiamo, tranquillamente -riqualificare un fondo a scopi agricoli: perchè quel fondo è agricolo già ora e lo si vuole rendere solo più redditizio, ma resta agricolo, senza un metro cubo di volume di qualsiasi natura.

Se il Comune c’è è per controllare, attraverso tecnici incarichati, la procedura e poi i lavori e le modalità dei medesimi; e per determinare delle compensazioni e mitigazioni ambientali di diverse centinaia di migliaia di euro, che restano qui, sul territorio.

Ma qui, per qualcuno, interessarsi della materia per tutelare il territorio ( e non sputtanarlo, lasciando fare chiudendo gli occhi)  sembra sbagliato a prescindere.

Come se  gli strumenti urbanistici non servissero a nulla  e bastasse farsi guidare dai mal di pancia che chi governa non si può permettere.

E sempre meglio metterci la testa.geologica

 

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