The game e relativi spogliatoi

978880623555HIGChi  frequenta la community più numerosa di  Zanica, avrà letto delle polemiche che riguardano –stavolta – gli impianti sportivi.

Le questioni vengono tra loro mischiate, in un crescendo rossiniano di confusione non voluta ma oggettivamente complicata, che mette insieme:

  • il divieto di consumare cibo negli spogliatoi
  • il furto perpetrato ai ragazzi del Vetianica
  • la pulizia degli spogliatoi
  • la manutenzione ordinaria e straordinaria presso gli impianti
  • varie ed eventuali

Senza entrare nel merito delle diverse questioni quello che risulta evidente è il tentativo di semplificazione che parte – inevitabilmente – da cosa si vede o si vuole vedere  dal buco  della serratura: i cartoni delle pizze, la finestra rotta, lo sporco per terra, le pareti scrostate, eccetera.

Tutti sguardi parziali che non consentono – ma non si vuole neanche – argomentare con cognizione di causa; ognuno guarda il suo e tanti saluti.

E’ un modo di utilizzare la rete, visto altre volte e che vedremo sempre di più, in cui alla possibilità di argomentare si preferisce semplificare all’infinito.

Dovere di una Amministrazione  è avere in mente tutto e provare a dare soluzione alle cose sapendo che tutte sono tra loro legate, ma che per ognuna c’è una responsabilità; concetto che è l’esatto contrario dello scaricabarile cui siamo abituati e che qualcuno ( c’è sempre quel qualcuno) richiama sempre:  “non mi interessa chi lo deve fare, ma che lo si faccia”.

Ennò, cari,  se vi interessa che lo si faccia si deve sempre capire a chi competa, altrimenti a chi lo chiedete? Se si vuole dare un giudizio bisogna che sia un giudizio che nasce dalla conoscenza.

Qualcuno dice che si leggono papiri: meglio gli slogan? le foto? le battute?

Ci sta! Ma non serve a risolvere il problema.

L’idea nostra di politica è provare a coinvolgere, fare capire.

Ogni occasione è giusta, anche FB, anche il blog, anche il bar, anche dentro gli spogliatoi, per capire e per capirci, e per giudicare, se si ha la voglia di spendere un po’ di tempo,  e non cominciare subito  a battere i tasti sullo smartphone.

Come scrive Baricco nel suo ultimo libro “the game” parlando della rete, dei social, “uno dei concetti piú cari all’uomo analogico, la verità, diventa improvvisamente sfocato, mobile, instabile”.

I problemi sono tradotti in partite da vincere in un gioco.
Se il mondo è un enorme “game” da vincere giocando a rimpiattino con la verità, noi preferiamo  – almeno nel piccolo, in una comunità relativamente piccola – parlare,  spiegare, ascoltare.

O è meglio “the game?”

 

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