Scuola dell’Infanzia. Question time.

E’ stata approvata nel consiglio comunale di ieri  sera la nuova convenzione della scuola dell’infanzia, figlia di una riflessione e di una serie di questioni alle quali abbiamo cercato di dare risposte strutturali.

Proviamo a ripercorrere le domande che ci siamo fatti  e le risposte che abbiamo dato.

Era necessaria una nuova convenzione? No, ma era opportuna. La diminuzione delle iscrizioni dovuta alla denatalità avrebbe portato ad un disavanzo che si poteva coprire in tre modi: ripianamento da parte delle Parrocchia, aumento delle rette o aumento del contributo comunale.

Esistevano altre strade? Certo. Dovere di una amministrazione è analizzarle tutte e scegliere la migliore per soddisfare le esigenze di efficacia e di efficienza del  servizio.

Quali? Per trovare quindi la migliore soluzione possibile si deve partire dal quadro normativo di riferimento. Allo stato odierno vige un sistema integrato in cui la scuola paritaria può sostituire quella statale mentre lo Stato tende a ignorare le richieste di nuove sezioni inoltrate dalle scuole e dai Comuni.

Non può il Comune costituire una scuola paritaria? Sì. Se però tutte le paritarie sono le  degne sostitute della scuola statale occorre comprendere se tale strada sia troppo onerosa.

86mila euro all’anno non sono troppi?  Sono tanti, ma non troppi. Anche con questo importante impegno economico, la cifra erogata risulta  sicuramente inferiore a qualsiasi costo che il Comune dovrebbe  sostenere come proprietario e/o affittuario di un immobile (costi di ammortamento, di gestione ordinaria, di manutenzione, ecc) e come gestore del servizio in proprio o attraverso terzi (cooperative).

Ma bastano?  Per evitare aumenti tariffari sì, ma siamo al limite.In tal senso non è stato considerato sufficiente erogare per quota parte alla scuola dell’infanzia il contributo pervenuto dalla Regione, che dovrebbe essere pari a 20mila euro per i prossimi tre anni.

Si può qualificare ancora di più la dotazione dei servizi offerti? Sì. Abbiamo ritenuto che l’Amministrazione  potesse farsi parte attiva per qualificare ancor di più l’offerta formativa  impegnandosi a sostenere, anche economicamente se necessario, l’istituzione delle sezione Primavera, che si rivolge a bambini da 24 a 36

La altre facilitazioni e i contributi restano? Sì. L’impegno portato avanti in questi anni per quanto riguarda l’ISEE per le famiglie in difficoltà economica e il Piano di diritto allo studio rimane confermato.

In sintesi? Siamo fortemente convinti che quello che si sta proponendo oggi è un intervento articolato e, confidiamo, condiviso; di certo non si tratta di un “intervento spot” ma di un intervento strutturale.Dove, se non sui nostri figli, sulle nuove generazioni, dovremmo  investire per favorire la loro crescita culturale, sociale e umana?

Il salone al primo terra

Il salone al piano terra della Scuola

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