Depeche demo

I Depeche Mode, band degli anni ‘80, prendevano il proprio nome da un’omonima rivista di moda francese; nome che può essere tradotto come gazzettino di moda, ma che voleva anche dire moda passeggera, moda veloce.

Oggi, negli anni ’20, qualcuno vorrebbe imporre una nuova moda politica, una sorta di democrazia passeggera e veloce, per cui alcuni  preparano i progetti, si sbattono, convocano le riunioni con le associazioni, i consigli comunali, le commissioni,  e gli altri  si siedono al tavolo ormai imbandito.

Ci sono due ipotesi che giustificano questo modo di fare politica con una sveltina,  mentre invece fare amministrazione vuole dire lavorare,  e tanto:

  1. qualcuno pensava che scherzassimo,  che facessimo teoria, quando parlavamo di sostegno a tante attività nel settore dell’età prescolare, scolare, giovanile, sportiva, dell’area anziana, e si è concentrato su altro; cosa non è dato sapere;
  2. qualcuno ha pensato bene di svegliarsi dal torpore solo quando ha sentito parlare di 170mila euro resi disponibili per tali aree,  alzando la mano per dire che c’era anche lui e poi, visto il clamoroso ritardo nella sua richiesta rispedita al mittente, per votare contro.

Fare politica vuole dire prima fare anche insieme  progetti ( vedi la nostra dichiarazione di voto), costruire faticosamente delle risorse per alimentarli.

Se invece fare politica vuole dire sedersi al tavolo per decidere come spendere del denaro quando si scopre che c’è, magari rivendicando una semplice ridistribuzione di tale denaro aggiungendo un posto a tavola, direi che non ci siamo; ovvero siamo nella Depeche demo(cracy) dove ognuno pensa di essere – per citare un successo dei  Depeche –  il Personal Jesus di qualcuno.

In questo caso però se la canti e se la suoni da solo.

Troppo tardi per mettersi a lavorare, e troppo presto per la campagna elettorale.depeche-mode-personal-jesus