Scusi. Firma a Zanica?

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Mi chiama oggi il giornalista de L’Eco e mi chiede una dichiarazione sulla raccolta firme dell’Associazione Commercianti e Artigiani.

Bene!, penso,  finalmente una dichiarazione su una raccolta  firme; di solito sono io che firmo (ne ho una raccolta intera) e gli altri fanno dichiarazioni.

Una  raccolta  di  firme, la mia, che deve fare spesso riferimento a sicurezza dei luoghi, delle persone,  nella consapevolezza che ogni decisione presa pesa spesso sulla vita di migliaia di persone.

Ciò detto, ecco la mia dichiarazione per esteso. Poi l’Eco ne farà l’uso che vorrà, titolo compreso ( già me l’immagino!).

“Ritengo il percorso attuato, e cioè quello  di una campagna di informazione e di discussione, il metodo migliore, perchè ha consentito  di  farsi un’opinione informata e ragionata sull’argomento e di partecipare consapevolmente al processo decisionale.

Dopo un percorso di una decina di riunioni pubbliche dove le posizioni contrarie erano marginali, non si  può pretendere di stravolgere il senso di un lavoro enorme in questo modo, a bocce ferme, last minute.

E poi, se il 10% degli elettori zanichesi  firmasse per  la sperimentazione, l’altro 90% che non ha firmato vuol dire che è contro?

Affermarlo sarebbe ingeneroso nei confronti di chi ha promosso la raccolta firme e di chi ha firmato. Manca probabilmente qualcuno.

Però sarebbe altrettanto ingeneroso per chi ha raccolto le firme pensare di fare pressione così, ora.

Mancherebbe sicuramente di rispetto nei confronti di tutti coloro – e sono tantissimi -  che hanno dato il loro contributo alla formulazione di un piano così complesso, supportato da uno studio di progettazione specializzato, e che ha messo al centro temi importanti che adesso sembrano dimenticati: sicurezza e vivibilità dei luoghi.

Se così fosse, se qualcuno pensa di tirare la giacca in questo modo,  gli darò la contabilità esatta di tutti  coloro che  non hanno firmato.”

Gigi Locatelli