Scàldati

panchina-juveSuccede a tutti i livelli, dalla serie A al  campionato regionale: vedere un giocatore che, seduto  sulla poltrona più o meno comoda, venga chiamato dall’allenatore a scaldarsi per entrare in campo.

Succede  che quel  giocatore che in settimana aveva dichiarato che avrebbe fatto sfracelli – ” giocherei anche in porta “, aveva detto –    può  finalmente giocare : ” mister, mi faccia entrare… quando entro… dai…”

Succede che poi il mister, all’ultimo nanosecondo, decida di non farti entrare e decida di far giocare un altro; immaginati l’incazzatura, immaginati le dichiarazioni post partita, immaginati lo spogliatoio sottosopra.

Succede che il mister nelle dichiarazioni post-partita dica che lo ha fatto per il bene della squadra, che aveva preferito per una questione strategica cambiare modulo, e succede che dica ai suoi giocatori di non scaldarsi troppo.

In una certa  politica succede il contrario: che tu sei in campo, più o meno ansioso di sederti sulla panca più o meno promessa, che hai già fatto tutte le dichiarazioni di rito e all’ultimo nanosecondo il mister ti dica: tu stai in campo, e lì si siede un altro.

In una certa politica che leggi sul giornale, per esempio sull’Eco di Bergamo del 31 marzo che parla della composizione della giunta regionale, succede che invece che riprendere il giocatore e dirgli che le sue mire personali sono subordinate al bene della squadra,  la cosa più giusta che ti senti dire è: tranquillo, avrai altri incarichi.

Ecco, questo è il motivo per cui le persone, al bar, preferiscono parlare di calcio. Oggi si ricomincia.

 

Lascia un Commento