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…ovvero la politica ai tempi dei social network.

Il Tasso sta dimostrando che si può governare anche avendo, quasi come un rumore di fondo, diversità culturali e politiche che continuiamo a considerare una ricchezza, ma ci rendiamo conto che l’esperienza amministrativa locale non è ripetibile su scala più ampia, laddove le scelte fanno necessariamente riferimento a temi complessi,  dove le  diversità culturali e politiche impongono soluzioni diverse, ipotesi di soluzioni diverse.

Ci auguriamo allora che ci vengano offerti meno slogan, meno facce, meno soluzioni miracolistiche, meno promesse irrealizzabili e qualche idea seria, magari meno eclatante ma  praticabile, magari condivisa all’interno di una coalizione che si presenta al voto, racchiusa in programmi che ci piacerebbe confrontare per potere decidere.

Invece, sempre più spesso, siamo accerchiati dalle bugie, scientifiche, seriali, ripetute, che denotano scarsa serietà e pochezza intellettuale, che diventano “vere” per il solo fatto che sono condivise da migliaia di persone. Non è così!

Restiamo con l’inguaribile speranza che esista un modo diverso di fare politica che non potrà più essere quella della Tribuna Elettorale, ma neanche quella governata dalle Fake News.367503_20140426_tribuna.jpg.pagespeed.ce.YkMXjlfIhy