Zanica chiama Cirò; ovvero un giornalismo un tanto al km.

E’ uscita ieri una delle tante classifiche in cui leggiamo che l’Italia sarebbe al 52° posto per qualità di informazione.

Saremmo migliorati di qualche posizione rispetto allo scorso anno, e però siamo ancora lontani dall’essere considerati un paese normale, tra minacce ai giornalisti e  pressioni politiche.

Sarebbe utile che ci dicessimo anche a che punto stiamo rispetto alla qualità di approfondimento delle trasmissioni TV: oggi ho saputo da una signora che ieri sera una trasmissione di ReteQuattro era collegata con Zanica per dare spazio ai nostri giovani che non trovano lavoro,  per contrapporli a chi è andato in pensione troppo presto, agli assenteisti e ai furbetti del cartellino.

L’ho vista con curiosità oggi in streaming, e quello che ne esce è un quadro devastante e desolante  in cui da una parte ci sono i ragazzi in cerca di lavoro, e dall’altra un mondo del pubblico impiego imbarazzante e farsesco.

Massima solidarietà ai ragazzi  e complimenti per come hanno espresso le loro argomentazioni, ma se il giornalismo di approfondimento non ci racconta  di come sia stato massacrato il lavoro in questi anni riducendolo a una commodity fungibile, ovverossia allo sfruttamento di chi entra nel mondo del lavoro senza dare alcuna vera possibilità di futuro, non ci siamo proprio.

Il giornalismo di approfondimento all’Italiana ci racconta invece una storia superficiale e straconosciuta di furbetti e furbizie come se fosse la norma; un  furbo lo trovi ovunque, non solo a Cirò, sede dell’altro collegamento contrapposto a quello di Zanica, ma c’è anche gente che lavora, dai!

Altrimenti, a furia di generalizzazioni, i meridionali sono tutti lazzaroni ( ieri, un pochino il teorema è stato costruito), i politici ladri, gli interisti tutti cinesi, i rumeni collezionisti di rame; e per essere “dalla vostra/nostra parte” si costruisce una pancia del paese peggio di quella che è.

E se i posti del giornalismo sono tutti occupati per essere seduti dalla nostra parte, chi ci  racconta qualcosa che ci spiazzi? ci faccia riflettere ? ci costringa ad approfondire?dallavostraparte