Mariaaaaa!

Tutto ci saremmo aspettato, ma non che ci si dicesse da parte di chi ha governato per molti anni che il contributo ai genitori i cui bimbi frequentano la  Scuola dell’infanzia fosse troppo risicato;  e che ci fosse necessità espressa a mezzo mozione di una maggiore attenzione verso la Scuola dell’Infanzia.

Come noto, questa e non altra Amministrazione ha triplicato il contributo pubblico da 16 a 48 mila euro/anno, dopo che negli ultimi anni nulla era stato fatto in tal senso

Tutto questo lo ascriviamo benevolmente a una dimenticanza, a un vuoto della memoria, dato che della scuola dell’infanzia qualcuno si era proprio dimenticato; un po’ come quando non pensavi di avere un parente, e dopo averlo casualmente riconosciuto ti profondi in baci e abbracci, forse sentendoti colpevole di cotanta dimenticanza.

Quello che non perdoniamo è  costruire delle cifre in un modo inaccettabile: e cioè che per il maggiore impegno finanziario di 68mila euro l’incidenza sul bilancio sarebbe dell’ 1,4%.

Ma per favore!

Se al bilancio di parte corrente togli la spesa del personale, i mutui accesi in precedenza, le spese di riscaldamento… ( e cioè tutto quanto non è comprimibile) il valore di parte corrente dichiarato di quasi 5 milioni diventa meno di un decimo.

E allora l’incidenza di tale manovra di riconoscimento del parente dimenticato “costerebbe” il 20% della parte che è potenzialmente gestibile; quella parte discrezionale che è costituita da tutti quei servizi in campo socio-assistenziale e nel campo dell’istruzione che riteniamo di non dovere tagliare.

Abbiamo anche chiesto di  ritirare la mozione, e di costituire un gruppo di lavoro per capire le effettive motivazioni che sottendono alla mancata iscrizione alla Scuola di Zanica, che non necessariamente sono economiche, come ampiamente dimostrato dall’assessore Gritti, ma niente. Si è preferito votare la mozione e tanti saluti.

E allora, caro il mio “Insieme per Zanica”, il ricongiungimento con il parente disperso fatelo da Maria De Filippi: due lacrimucce, due scuse farfugliate davanti ai riflettori, e poi ognuno nuovamente per la propria strada. ce-posta-per-te